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Senza sangue di Baricco diventa un’opera musicale

1 Dicembre 2016
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Senza sangue di Baricco diventa un’opera musicale

La recente attribuzione del Premio Nobel a Bob Dylan ha portato orde di critici e appassionati letterari a discutere, senza ovviamente cavare un rango dal buco, sul confine che separa la parola scritta da quella musicata e a domandarsi se risulti possibile annoverare nel novero della poesia (o della prosa) una composizione che risulta essere concepita in modo non strettamente letterario, per via di una metrica che deve necessariamente adattarsi alla struttura musicale di riferimento e non il contrario.

Intervenuto con fare critico, al pari di Franzen, Welsh e numerosi altri colleghi sulla scelta operata dall’Accademia di Svezia, Alessandro Baricco aveva sostenuto che dare il Nobel a Dylan per la letteratura era come conferire a Javier Marias un riconoscimento musicale per via di una prosa molto scorrevole e ribadito quindi il netto confine tra le due arti.

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Premesso che la maggior parte di queste discussioni risultano oziose almeno quanto l’atteggiamento dello stesso Dylan di fronte ad un premio che, evidentemente, non gli è mai interessato e che continua a non interessargli, pare comunque che proprio Baricco sarà l’artefice di uno strano sconfinamento in direzione del ferreo confine, dato che il suo celebre romanzo Senza sangue sta per trasformarsi in un’opera musicale vera e propria, con tanto di adattamento operato per rendere cantabile tutto quanto si trovava ad essere, nelle intenzioni dell’autore, fruibile mediante la semplice lettura.

Giusto a rendere un po’ più bizzarro lo strano evento, visto che a pochissimi autori viventi vien riservata una simile trasposizione, l’opera tratta da Senza sangue è stata interamente tradotta e riadattata elle esigenze della lingua ungherese, dato che l’artefice della messa in musica del romanzo è il compositore Peter Eötvös, assolutamente non volenteroso di dirigere soprano e tenore in Italiano e pronto ad affidare la revisione del romanzo al librettista compatriota Mari Mezei.

Dichiaratosi lieto ed onorato dell’omaggio, lo scrittore assisterà alla prima dell’opera prevista per oggi, domandandosi magari, tra un atto e l’altro, se il confine tra musica e letteratura è davvero così netto come postulato in precedenza, quando la volontà di esprimere a tutti i costi un’opinione sull’indifferente Bob Dylan ha fatto storcere il naso persino a scrittori molto più illustri e blasonati dello stesso Baricco.

 

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