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Alonso al via in Malesia, è ufficiale

24 marzo 2015
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Alonso al via in Malesia, è ufficiale

Le problematiche fisiche che riscontriamo nel corso della nostra vita e i conseguenti timori legati alla perdita delle nostre funzionalità corporee, producono spesso l’effetto di portarci ad apprezzare alcuni versanti della nostra quotidianità che davamo per scontati e di farci rivalutare cose alle quali attribuivamo un valore piuttosto misero fino al giorno precedente.

Lo spavento subito da Fernando Alonso durante i test di Barcellona del mese scorso dev’essere stato talmente intenso e traumatico da spingere l’Asturiano a desiderare ardentemente di poter tornare al più presto in pista, persino a borda di quell’imbarazzante McLaren Honda che ogni altro pilota dotato di un minimo di amor proprio rifuggirebbe alla stregua di una castigo divino.

Dopo aver saltato per ragioni precauzionali l’esordio del Mondiale in Australia, (non) venendo sostituito da Magnussen, tramite un comunicato ufficiale la McLaren ha reso noto che il due volte campione del mondo sarà regolarmente in pista a Spenang, pronto a cimentarsi con un avvincente duello per il penultimo posto sullo schieramento con Button, incognita Manor permettendo.

Ironia sul vergognoso mezzo meccanico messo in campo dalla McLaren a parte, il superamento dei problemi psico-fisici che avevano attanagliato Alonso durante l’ultimo mese rappresenta comunque una vittoria per l’intero circus e una ragione in grado di far tirare il fiato agli altri piloti, piuttosto in apprensione per il versante relativo alla sicurezza in pista e per l’effettiva tenuta delle power-unit ibride, dipinte da molti osservatori come potenziali sedie elettriche semoventi.

Salvo ulteriori colpi di scena messi in atto da Ron Dennis all’ultimo minuto, magari per attirare l’attenzione planetaria sulla sua scuderia, Fernando Alonso potrà finalmente esordire in questo soporifero Mondiale amputato del Gran Premio di Germania e provare l’ebrezza di seguire la corsa dall’interno della sua McLaren-Honda che, con tutti i suoi evidenti limiti, resta pur sempre preferibile ad un letto di ospedale.

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