Salute e Benessere
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Dalla Ferrero via libera all’olio di palma sostenibile

28 ottobre 2016
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Dalla Ferrero via libera all’olio di palma sostenibile

Per quanto nessuno si professi mai apertamente giustizialista o “forcaiolo”, gli schemi secondo i quali procede l’immaginario collettivo legato alle ossessioni alimentari ricorda molto da vicino i proverbiali roghi di streghe, condotti in assenza di processo, sulla mera base di dicerie e studi talmente parziali da non costituire un’evidenza sufficiente per impugnare torce e gettarsi a capoffito nella crociata culinaria.

Forse emblema assoluto di quanto l’opinione pubblica risulti influenzabile a piacimento, la vicenda legata alla (molto) presunta tossicità dell’olio di palma ha portato il grande pubblico di consumatori di prodotti da forno a rigettare in toto l’ingrediente e ad imporre ad aziende dolciarie, piccole o grandi che siano, una sostituzione con altri oli vegetali, spesso persino più scadenti del mostro che si intendeva scacciare dalle nostre tavole.

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Premesso che l’olio di palma risulta davvero più grasso dei suoi corrispettivi vegetali e che apre una seria riflessione in merito al disboscamento di alcune aree del pianeta, il vero discrimine tra un prodotto da forno “buono” e uno “cattivo” non risiede probabilmente nella presenza dell’elemento incriminato nella lista degli ingredienti, ma nella qualità degli oli impiegati in fase di lavorazione, siano essi di palma, di arachidi, di oliva, di riso o di quant’altro risulti possibile spremere sulla base dell’immaginazione.

Apertamente in controtendenza rispetto ad un universo alimentare piegatosi al volere di supposte evidenze (ben lungi dall’aver mai raggiunto gradi di attendibilità anche solo accettabili) Ferrero ha deciso di andare in direzione ostinata e contraria rispetto ai colleghi e di rivalutare l’olio di palma, attraverso un piano finalizzato allo sdoganamento del prodotto in base alla sua sostenibilità e alla sua tollerabilità.

Godendo del pieno supporto del viceministro dell’agricoltura Andrea Olivero, l’iniziativa messa in campo da Ferrero mira a porre al centro di un’ampia campagna di rivalutazione l’olio di palma, finalizzata a chiarire le differenze tra un prodotto ottenuto e lavorato senza far leva su disboscamenti di massa da altre schifezze industriali e a riportare il fattore della qualità al centro del dibattito pubblico, magari quando i roghi si saranno spenti e si inizierà a guardare la questione da un punto di vista meno forcaiolo e più incline ad ascoltare entrambe le campane.

 

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