
Per quanto l’esistenza di batteri in grado di adattarsi alle condizioni ambientali avverse e di resistere alle comuni terapie farmacologiche in uso rappresenti sicuramente uno dei più grandi rebus del Ventunesimo Secolo e un valido motivo per riprendere la ricerca (da tempo interrotta) di settore, le profezie relative all’avvento di un nuovo Medioevo sanitario emanate dalle massime istituzioni mondiali erano suonate un po’ troppo apocalittiche e palesemente in contrasto con quei proverbiali inviti a mantenere la calma che dovrebbero regolare il corso dell’esistenza umana ad ogni livello.
A gettare acqua sull’ardente fuco acceso poco tempo fa dai delegati dell’Oms ci hanno tuttavia pensato un gruppo di ricercatori facenti capo all’Università di Melbourne, autori di uno studio che attesterebbe come una particolare molecola a forma di stella si torvi in grado di debellare i super batteri dall’organismo umano e di guarire la nuova tipologia di infezioni prima che assurga al rango di catastrofe epidemica globale.

Frutto dell’unione sintetica di un gruppo di aminoacidi, la molecola appartenente al gruppo dei peptidi polimerizzati si è infatti dimostrata in grado di sopperire alle lacune connesse con l’impiego degli antibiotici tradizionali e di fornire un valido supporto in sede terapeutica alla lotta che vede l’umanità alle prese con microrganismi patogeni e geneticamente modificati, aprendo così nuove strade alla ricerca di settore incentrata sulle infezioni batteriche.
Nel dettaglio, la molecola denominata con l’acronimo SNAPPs (Structurally Nanoengineered Antimicrobial Peptide Polymers) dai suoi stessi ideatori, ha mostrato la capacità di permeare le difese organiche presenti nei super batteri e di esercitare un’azione distruttiva dal loro interno, andando a spingerli ad una sorta di suicido programmato senza arrecare danni alle altri componenti del corpo umano, globuli rossi in primis.
Attualmente testata solo in vitro su sei differenti classi batteriche, la molecola a forma di stella diverrà presto oggetto di trial clinici più approfonditi e, in caso di esito positivo, darà vita a nuove classi di farmaci in grado di soppiantare gli antibiotici e di porre fine a quelle oscure profezie legate ad un nuovo Medioevo Sanitario che animano le sedi dell’Oms e delle massime istituzioni in materia.
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