fbpx
Salute e Benessere
Like

Fibrosi cistica, assistenza e ricerca a rischio tagli

30 Gennaio 2015
1359 Visualizzazioni
0 Commenti
3 minutes read
Fibrosi cistica, assistenza e ricerca a rischio tagli

Tutte le persone che si trovano a soffrire di una qualche forma di dipendenza, devono la loro condizione patologica all’incapacità di vivere senza la loro ossessione (sia essa rappresentata da droghe, dal gioco d’azzardo o dall’alcool) e di trovarsi così a razionalizzare  il proprio bilancio domestico mediante tagli operati in direzione dei generi di prima necessità, qualora le condizioni economiche impongano la drammatica scelta tra vizi e necessità.

Esattamente come accade con un soggetto affetto da dipendenza di tipo ossessivo-compulsivo, quando la Sanità nostrana si trova alle prese con una (perenne) penuria di risorse, a venire tagliati non sono i numerosi sprechi e gli altri fattori “superflui”, ma quella stessa ricerca e quei livelli di assistenza che risultano vitali come il pane alla sopravvivenza di una comunità.

Dopo il polverone sollevato dalla manifesta incapacità del nostro Ministero di Salute di far fronte alle esigenze dei malati di epatite C, ad entrare ora nel calderone dei tagli è il versante regionale legato alla ricerca e alla cura della fibrosi cistica, patologia inguaribile che affligge circa 5 mila Italiani, con un’incidenza media pari a 200 nuovi casi ogni anno.

La fibrosi cistica, detta anche mucoviscidosi, è unapatologia di tipo ereditario che comporta ilmalfunzionamento di una particolare proteina (CFTR),adibita a trasportare sali e nutrimento all’interno dell’apparato digerente, dando origine ad una dolorosa condizione in cui il muco prodotto risulta particolarmente denso e in grado di danneggiare l’apparato gastrointestinale e quello respiratorio.

Forse a causa della rarità della malattia, le regioni Lombardia, Puglia, Abruzzo e Calabria hanno pensato che finanziare la ricerca in ambito terapeutico fosse un’impresa piuttosto onerosa e poco redditizia, per cui hanno annunciato l’avvento di imminenti tagli, pari a 250 mila euro nella sola Lombardia, dove la spesa effettuata per far fronte all’emergenza medica è attualmente pari a 500 mila euro complessivi.

Il dimezzamento delle risorse destinate alla fibrosi cistica si tradurrebbe, oltre che nella perdita della speranza di giungere presto ad una cura definitiva, nella riduzione del personale specializzato a seguire i pazienti e nella conseguente riduzione del livello di assistenza per i malati colpiti dalla patologia, nelle regioni intenzionate ad operare i tagli.

Con la viva speranza che l’annuncio relativo ai decurtamenti non si traduca mai in una triste realtà di fatto, ci permettiamo (nuovamente) di suggerire alle regioni di concentrarsi su sprechi, falsi rimborsi e connivenze varie, dalle quali la Sanità nostrana pare.