
In virtù di una tracotanza tipica della gioventù, l’adolescente medio si ritiene immortale, invulnerabile e non soggetto alla contrazione di patologie, un po’ come se le sciagure della vita fossero esclusivo appannaggio di chi la vita l’ha già vissuta e come se il peggior inconveniente che potrebbe capitare, nel corso della gioventù, fosse rappresentato da quella gravidanza indesiderata che rappresenta lo spauracchio delle giovani generazioni più o meno dal giorno in cui gli esseri umani hanno scoperto le modalità attraverso le quali venivano al mondo i figli.
Da una recentissima indagine realizzato dal Censis sul rapporto che lega i giovani e la sessualità è infatti emerso un quadro d’insieme piuttosto bizzarro che ha mostrato come i cosiddetti “millennials” adottino precauzioni e facciano ricorso ai contraccettivi più per la paura di trovarsi da un momento all’altro genitori che per proteggersi da tutte quelle infezioni sessualmente trasmissibili che rappresentano, al contrario, una costante dell’universo post-adolescenziale.

Una significativa porzione del campione censito, pari al 92,5%, ha infatti dichiarato di proteggere i propri rapporti per evitare gravidanze inaspettate, mentre la percentuale tendeva a decrescere se riferita la pericolo infettivo (74,5 %) denotando così la scarsa attenzione dei giovani nei confronti delle insidie rappresentate da papilloma virus, hiv, gonorrea, candida, sifilide e da tutte quelle patologie venere che fanno spesso la loro comparsa nel dizionario giovanile solo a seguito della lor manifestazione empirica.
Le problematiche legate alla confusione di fondo sul reale utilizzo dei contraccettivi è risultata inoltre amplificata da un abbassamento medio dell’età legata al primo rapporto sessuale, dato che i dati del Censis hanno evidenziato come, a fianco di una media nazionale stimata nella misura di 17 anni, cresca il fronte dei ragazzini di età compresa tra i 12 e i 14 che dichiarano di aver già avuto il primo rapporto completo, spingendo la percentuale fino alla soglia del 43,5%.
Anche dando per assodato che i ragazzi delle scuole medie possano aver in parte mentito per ragioni legate alla vanagloria e al millantato credito, il rapporto Censis ha comunque evidenziato la necessità di un’ingente campagna informativa rivolta a far comprendere ai millennials i reali pericoli che si corrono in caso di mancata protezione e a risvegliare le giovani menti tracotanti da quel sogno infinito in cui le malattie colpiscono solo coloro che hanno abbastanza esperienza per sopportarle.
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