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Salute e Benessere
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Ideato in Italia un software per soccorrere i soggetti disabili

10 Settembre 2015
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Ideato in Italia un software per soccorrere i soggetti disabili

Fino a poco tempo fa confinati in casa dalla presenza di barriere architettoniche e da una cattiva gestione degli spazi urbani che ne limitavano le possibilità di movimento, i soggetti portatori di disabilità si trovano oggi a condurre un’esistenza molto più piena, in cui unici freni sono spessi legati anecessità di tipo psicologico, in base alle quali l’idea di dover chiamare aiuto in caso di emergenza può rivelarsi un’impresa in grado di minare la loro autosufficienza.

Per consentire un più rapido accesso ai soccorsi, sia tra le mura domestiche sia durante la deambulazione in “esterna”, un gruppo di ricercatori di Sassari, in collaborazione con i maggiori enti istituzionali locali, ha dato vita ad un particolare software che consente un risposta molto più rapida e un accesso semplificato alle richieste d’aiuto, tale da garantire una maggiore autonomia ai soggetti portatori di handicap di varia natura.

Presentato ieri nel corso di una conferenza stampa, il software è stato realizzano mediante una fitta collaborazione tra ingegneri locali, Comune di Sassari, Vigili del fuoco e Società di medicina del lavoro e replica le funzionalità di un omologo software statunitense,consentendo di accorciare i tempi che intercorrono tra la richiesta di aiuto e l’arrivo dei soccorsi e andando così a rappresentare un valido supporto per tutti coloro che si trovano costretti a necessitare di un intervento più rapido e mirato in caso di malore o caduta accidentale.

Testato presso un gruppo di anziani residenti nella struttura “Casa Serena” di Sassari, il software sardo ha già mostrato la sua efficacia, consentendo agli anziani non in grado di deambulare diaccedere con maggiore rapidità all’aiuto del personale medico e dimostrando così come il programma goda di uno spettro di possibili applicazioni pressoché infinito, andando a coinvolgere disabili, anziani e tutte le fasce di popolazione “deboli”.

In attesa che la novità introdotta varchi i confini della provincia sarda e si ponga come standard normativo in materia di tutela delle persone svantaggiate, non resta che rallegrarsi dei progressi compiuti da una società che ha finalmente deciso di abbattere ogni sorta di barriera, sia essa architettonica o meramente psicologica.

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