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Salute e Benessere
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In arrivo due nuovi farmaci contro il tumore al polmone

30 Settembre 2015
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In arrivo due nuovi farmaci contro il tumore al polmone

Per quanto nell’immaginario collettivo la parola “cancro” venga associata ad una patologia, tanto generica quanto misteriosa, in grado di incarnare le nostre più ataviche paure, non tutti i tumori procedono secondo gli stessi schemi di crescita e non tutti i tumori rispondono, purtroppo, alle medesime soluzioni terapeutiche.

Fatta eccezione per le drammatiche neoplasie al pancreas, il tumore ai polmoni risulta oggi una delle forme di cancro più difficili da debellare, a causa di un’intrinseca difficoltà diagnostica presente nelle prime fasi e di una scarsa risposta ai farmaci chemioterapici impiegati per combattere la patologia a seguito dell’intervento chirurgico.

Dal recente congresso europeo sul cancro, in corso di svolgimento a Vienna, sono stati tuttavia presentati i risultati relativi all’ideazione di due nuove molecole che paiono essere molto più efficaci di quelle impiegate fino ad oggi e che si ripromettono di aumentare il coefficiente di riduzione medio per le masse tumorali dal 24% attuale ad un incoraggiante 41%.

Le due molecole in questione, denominate nab-paclitaxel e nivomulab, si trovano ad essere, rispettivamente, un nano-farmaco finalizzato alla regressione delle masse tumoralie un medicinale chemioterapico finalizzato ad aumentare sopravvivenza e aspettativa di vita nei pazienti in cui il cancro al polmone si trova già in fase avanzata, se non addirittura terminale.

A seguito di una prima incoraggiante sperimentazione, i cui dati sono stati esposti nello studio internazionale “Abound”, il nano-farmaco approderà ora in Italia, paese dal quale partirà una nuova sperimentazione su larga scala in grado di sancirne la definitiva efficacia e di portare lil nuovo ritrovato a sostituirsi gradualmente alle terapie fino ad ora impiegate nella lotta al tumore al polmone.

Servirà infatti un nuovo test in grado di confermare i benefici dei due farmaci per un campione di pazienti nettamente superiore a quello (pari a 300 soggetti) impiegato nella fase sperimentale e per ricondurre lentamente il tumore al polmone nella schiera di quel generico “cancro” che incarna le nostre profonde paure e che si appresta sempre più a configurarsi come un’unica patologia in grado di rispondere a cure univoche.

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