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Ragazzi autistici esclusi dalle gite, il ministro Giannini con le famiglie

18 Aprile 2016
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Ragazzi autistici esclusi dalle gite, il ministro Giannini con le famiglie

A seguito dei tre distinti casi che hanno prodotto l’esclusione di altrettanti ragazzi autistici dalle gite di classe, per ragioni differenti da tra loro, ma comunque riconducibili ad una sorta di intolleranza verso il “diverso”, occorreva un chiaro segnale da parte delle istituzioni, prima che la questione venisse lasciata all’arbitrato dei media e agli inevitabili tribunali popolari.

Con una discreta rapidità, il ministro Giannini è intervenuta sulla vicenda, bocciando come inaccettabile l’esclusione dei ragazzi e portando con le sue parole all’indiretta sospensione di una delle tre gite incriminate, precisamente quella che avrebbe dovuto condurre gli studenti di una scuola superiore di Legnano in direzione del campo di concentramento di Mauthausen, monumento eretto all’intolleranza e all’esclusione sociale.

mauthausengitagiannini_emergeilfuturoForse il caso più agghiacciante dei tre, in quanto motivato sulla base della volontà da parte dei compagni di classe della studentessa disabile di non avere tra i metaforici “piedi” la ragazzina autistica, l’episodio di Legano ha visto inoltre la solidarietà diretta dello stesso ministro, che ha telefonato ai familiari della “vittima” per ribadire come le istituzioni si trovino schierata a favore dei ragazzi autistici e e della Comunità Ebraica, offertasi di accompagnare la ragazzina discriminata a Mauthausen in sostituzione dell’istituto scolastico.

In attesa che gli ispettori, già all’opera nell’istituto di Legnano, accertino la presenza di eventuali illeciti legati alla soppressione dei diritti civili e costituzionali della ragazza, la speranza è logicamente quella che le vicende trattate non producano inquietanti epigoni e che le istituzioni siano sempre pronte a reprimere sul nascere episodi segnati dall’esclusione sociale dei soggetti disabili, magari cercando di giungere in anticipo su quei tribunali popolari allestiti dai media che aggiungono confusione alla confusione preesistente.

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