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Salute e Benessere
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Ricoverata a causa di un’overdose di acqua

5 Dicembre 2016
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Ricoverata a causa di un’overdose di acqua

Chiaro fin dai tempi degli antichi Greci, l’assunto che prevede che sia la quantità a fare il veleno e non la qualità della sostanza ingerita, pare essere stato messo in soffitta da una società che ritiene di poter eccedere con l’ingestione di liquidi e bevande considerati innocui, o addirittura terapeutici, senza rendersi conto che persino l’acqua può risultare fatale di fronte ad un abuso protratto nel tempo o di un eccesso consumato in un intervallo di tempo troppo breve.

A fare le spese di questa tragica fattualità è stata una paziente inglese (il film non c’entra nulla) di 59 anni, ricoverata a causa di un’overdose di acqua che aveva messo a dura prova la tenuta delle sue vie urinarie, andando a rappresentare il terreno fertile per lo sviluppo di un’infezione potenzialmente in grado di rivelarsi fatale, in caso di mancato intervento tempestivo del personale sanitario di riferimento.

acquadonnaoverdose_emergeilfuturoPrendendo alla lettera i suggerimenti del suo medico di base, che le aveva ordinato di bere di più, la signora inglese aveva infatti iniziato ad ingerire quantità abnormi di acqua, fino ad incorrere in un autentico quadro sintomatologico tipico delle overdoses, comprensivo di fenomeni come nausea, episodi di vomito, confusione mentale e della sopracitata infezione, legata la fatto che i reni della signora non riuscivano più a smaltire la mole di super lavoro imposto da tutta quella acqua e si trovano costretti ad abbassare le proverbiali difese contro le aggressioni batteriche esterne,.

Fortunatamente salvata e curata dal reparto ospedaliero presso il quale era stata ricoverata, la donna è ora divenuta il pretesto vivente per una discussione planetaria sui rischi dell’acqua e dei suoi abusi e per una serie di moniti, lanciati dalla classe medica per mettere in guardia gli aspiranti bevitori forsennati dai rischi connessi con indigestioni e overdose dell’elemento liquido; cosa che gli antichi Greci avevano già capito, ma che evidente mente necessita di ripetizione a distanza di qualche migliaio di anni.

 

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