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Salute e Benessere
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Sarcoma: da un organismo marino giunge una possibile cura

12 Ottobre 2016
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Sarcoma: da un organismo marino giunge una possibile cura

Per quanto i sarcomi dei tessuti molli risultino possedere un tasso di mortalità piuttosto basso rispetto ad altre neoplasie, la possibilità che un tumore colpisca uno qualunque dei tessuti connettivi presenti nell’organismo porta in dote una serie di incognite dal punto di vista diagnostico e la necessità di affidarsi alla chemioterapia di tipo tradizionale per porre rimedio ad una forma di cancro difficile da ricondurre ad una ben precisa componente solida e dunque da asportare correttamente per via chirurgica.

In un universo oncologico che pare sempre più prossimo a fornire alternative credibili ai farmaci di tipo chemioterapico, il recente Congresso europeo di oncologia (Esmo) tenutosi a Copenaghen ha visto un’insolita scoperta porsi al cento dell’attenzione dei medici, riunti con l’intento di cercare strade ed approcci alternativi al Male del secolo.

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Un gruppo di ricerca internazionale capitanato da una componente italiana avrebbe infatti scoperto che un particolare organismo marino, detto Ecteinascidia turbinata, porta in dote un enorme potenziale terapeutico, derivante da una sostanza che si annida nel rivestimento di cellulosa che ricopre il piccolo abitante dei fondali marittimi.

Andando a raffinare una sorta di membrana cellulosa che avvolge l’Ecteinascidia turbinata risulta infatti possibile ricavare una sostanza, denominata trabectedina, che riesce a spingere al suicidio programmato (apoptosi) le cellule cancerogene e a porre così un argine al sarcoma senza bisogno di altri farmaci o molecole.

Attualmente testato su un gruppo di pazienti pari a 287 unità, il medicinale ricavato dall’Ecteinascidia turbinata ha mostrato un coefficiente elevato di efficacia sull’80% delle forme di sarcoma note, ponendo così gli impalpabili tessuti molli al riparo da difficoltà di tipo diagnostico e ad approcci piuttosto invasivi in chiave terapeutica.

 

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