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Ideata una foglia bionica che produce biocarburante

13 febbraio 2015
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Ideata una foglia bionica che produce biocarburante

Quasi come se fossero state risvegliate da un lungo sortilegio, le grandi nazioni della terra si sono recentemente accorte che le fonti combustibili non sono eterne e che la Natura si è distrattamente dimenticata di fornire alle molecole di petrolio la capacità di moltiplicarsi in base alle nostre esigenze.

Dal momento che, al contrario, la luce solare pare essere davvero (quasi) infinita, completamente gratuita e non vincolata a ragioni di tipo geopolitico, l’idea di sfruttarla come fonte energetica pare essere molto più saggia e molto più lungimirante; soprattutto in caso si riesca a produrre biocombustibile proprio a partire dai raggi che quotidianamente avvolgono il nostro Pianeta.

L’idea di riconvertire i raggi solari in un combustibile liquido è venuta ad un gruppo di ricercatori dell’Università di Harvard che è riuscito a mettere a punto una particolare “foglia bionica” in grado di convertire l’energia del sole andando a simulare ed implementare il processo di fotosintesi grazie all’ausilio di un batterio geneticamente modificato.

La particolare foglia artificiale ideata dagli scienziati americani è in grado di svolgere un duplice processo grazie ad una particolare struttura interna, piuttosto simile a quella impiegata nella costruzione dei comuni pannelli fotovoltaici: in una prima fase, il dispositivo catalizza i raggi del Sole, immagazzinando l’energia necessaria al processo di fotosintesi.

Anziché riconvertire il quantitativo energetico accumulato in modo diretto in altrettanta energia elettrica,la foglia impiega il processo fotosintetico per andare a suddividere le molecole dell’acquadepositata sulla sua superficie in altrettanti atomi di idrogeno ed ossigeno, di modo da separare le componenti utili al processo di riconversione.

A questo punto interviene il batterio denominato Ralstonia eutropha che, a seguito di una modifica genetica, trasforma l’idrogeno ottenuto in un particolare composto utile a fungere da biocarburante per utilizzi di tipo industriale o domestico di nome 2-propanolo, la cui incidenza energetica è ancora piuttosto limitata, ma in decisa fase di implementazione.

Tradotto in parole povere, il biocarburante ricavato a partire dalla foglia bionica risulta al momento impiegabile come additivo per carburanti e non come prodotto da combustione autosufficiente, ma ilripensamento della sua struttura molecolare e di quella dei macchinari che i basano su processi di combustione, potrebbero rendere l’utilizzo di 2-propanolo sempre più preponderante, consentendo così un possibile risveglio da quel sortilegio che ci aveva portato a credere che le molecole di petrolio potessero magicamente moltiplicarsi a piacere,  come raggi di sole in una giornata d’estate.

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