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Sorrentino pensa già alla seconda stagione di Young Pope

11 Ottobre 2016
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Sorrentino pensa già alla seconda stagione di Young Pope

In caso vi siate mai domandati perché grandi registi e attori premi Oscar decidano sempre più sovente di concedersi una pausa dal grande schermo per dedicarsi alla (un tempo vituperata) serialità televisiva, la risposta non risiede semplicemente nella pioggia di denaro che Hbo e affini fanno cadere su di loro, ma nel fatto che le moderne serie tv consentono di dilatare nel tempo la narrazione, rendendola così meno incline alle esigenze dei produttori e più vicina alle velleità dei registi, soprattutto se un po’ prolissi.

Tanto bravo, geniale ed esteticamente ineccepibile, quanto un po’ prolisso, Paolo Sorrentino pare aver scoperto nella serialità un universo costruito apposta per lui e si gode il meritato successo di The Young Pope, in attesa di potersi dedicare alla seconda stagione, ormai divenuta prioritaria nei progetti artistici del regista premio oscar per la Grande Bellezza.

The Young Pope

Reduce da un’accoglienza altalenante ricevuta da Youth, Sorrentino è infatti riuscito a convertire le sue ormai celeberrime atmosfere narrative all’interno della formula televisiva, dando vita ad una serie tv che incanta, affascina, appassiona, ma soprattutto provoca intense riflessioni sulla perpetua dicotomi tra sfera pubblica e privata dell’esistenza.

Incentrata (per chi non lo sapesse) sulle vicende di un ipotetico papa futuro, conservatore da un punto di vista dell’ortodossia religiosa, ma piuttosto vicino ad una morale più aperta nella sua vita privata, Young Pope inquadra da vicino le gesta giovanili di una figura destinata in seguito a venire quasi deumanizzata per via della distanza che il suo ruolo impone, riuscendo così a cogliere chiari e scuri della persona dietro la tunica.

Reso vivido dall’interpretazione di Jude Law e da una schiettezza assolutamente prossima all’autosufficienza, il ritratto del giovane papa di Sorrentino tornerà dunque a vivere in una stagione che, a detta dello stesso regista, non si porrà come un seguito in senso classico della stagione d’esordio, onde impedire che la vicenda assuma i contorni di un a soap opera invece che di una narrazione autosufficiente ed esaustiva al punto, magari, di risultare persino un po’ prolissa.

 

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