
Nonostante la stragrande maggioranza di noi non venga certo inseguita da cronisti in cerca di dichiarazioni ogni volta in cui esce di casa, l’avvento di Facebook ci ha fatti sentire tutti in dovere di esprimere e di rendere pubblica la nostra opinione su ogni argomento presente al mondo, portandoci ad intavolare discussioni spesso inutili e oziose come contrappasso da pagare alla paura dell’esclusione sociale, seppur in forma simulata.
Premesso che su Facebook si dibatte talmente rapidamente e su tanti argomenti che l’utente medio si torva spesso a domandarsi, dopo una giornata trascorsa sul social newtork, se Paolo Gentiloni si il nuovo Presidente del Consiglio, il nuovo pilota della Mercedes o il nuovo conduttore di Report, esiste comunque una sorta di priorità negli argomenti trattati che prevede gli eventi dotati di maggior rilevanza sociale in grado di resistere più a ungo nei risultati di ricerca interni al sito, secondo uno schema che prende il via dagli stessi fruitori della piattaforma e si conclude con l’azione messa in campo dai morti di ricerca interni, abili nel suggerire temi correlati e a tenere viva la fiamma della discussione più a lungo del necessario.

Accade così che in un 2016 piuttosto convulso, l’argomento più dibattuto su Facebook sia stata la controversa elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti, tematica che, per sua stessa natura, si prestava alla genesi di post e contenuti facilmente in grado di diventare virali e di produrre diatribe ad ogni latitudine, indipendentemente dall’appartenenza politica degli utenti.
Alle spalle delle elezioni presidenziali Usa si è piazzata la querelle brasiliana che ha portato alle dimissioni di Dilma Rousseff e ad una sorta di lunga paralisi istituzionale che ha tenuto in scacco il paese tanto a lungo da trasformarsi in un tormentone globale, soprattutto quando le Olimpiadi di Rio si trovavano alle porte e si temeva la possibilità di disagi e incidenti.
Terzo gradino del podio per l’ossessione relativa ai Pokemon e per quell’omonima app, Pokemon Go!, che ha polarizzato il mondo in due distinte fazioni che ritengono, rispettivamente, che ormai ogni limite di decenza sia stato oltrepassato, oppure che, al contrario, la realtà aumentata alla stregua di un’ottima innovazione in ambito ludico.
Comunque l’abbiate pensata e qualunque cosa abbiate scritto, non vi è dubbio che il 2016 ha visto il fiorire di argomenti utili a prestare il fianco ad opinionisti improvvisati e a discussioni quasi interminabili, sebbene nessuno di noi abbia mai visto uno stuolo di reporters assiepati sotto casa nostra in fibrillante attesa di conoscere la nostra opinione su Trump, su Lula o sui Pokemon Go!
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