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Asghar Farhadi boicotterà la Notte degli Oscar

30 Gennaio 2017
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Asghar Farhadi boicotterà la Notte degli Oscar

Ogniqualvolta une nazione decide di accanirsi contro un ben preciso capro espiatorio o di adottare misure restrittive contro una determinata componente etnica o religiosa, dal novero di tutti coloro che vengono perseguitati o comunque reputati indesiderati dalle autorità locali, vengono escluse le celebrità ricche e famose, un po’ come se la fama planetaria potesse addolcire quelle medesime componenti culturali che si cerca ciecamente di attaccare e di dare in pasto al popolino.

Accade così che nell’America di Trump che ha recentissimamente deciso di impedire gli ingressi sul patrio suolo a tutti coloro che hanno avuto la “sfortuna” di nascere all’interno di sette nazioni mediorientali (nonostante l’assoluta assenza di un nesso tra gli attacchi terroristici registrati negli Usa e le nazioni in questione), l’amministrazione a Stelle e Strisce decida di fare qualche eccezione proprio in base alla fama e alla ricchezza dei cittadini non graditi e di concedere una deroga alla misura a Asghar Frahadi, candidato agli Oscar come miglior regista per il film “il Cliente” ed autorizzato dall’entourage di Trump a presenziare alla cerimonia, nonostante quella cittadinanza iraniana che ne impedirebbe l’ingresso in America fino a nuovo rodine.

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Nonostante la magnanimità di Trump (il termine è volutamente ironico) verso il regista iraniano, Asghar Farhadi ha comunque reso nota la sua volontà di boicottare la Notte degli Oscar e di non gradire l’elemosina offertagli dal governo americano, decidendo di disertare la solenne cerimonia in aperta solidarietà verso i suoi connazionali, precipitati in una sorta di inferno burocratico a causa della norma, recentemente sospesa da un giudice di New Tork, ma di fatto ancora operativa.

Tramite un comunicato ufficiale, attraverso il quale Asghar Farhadi ha affermato di voler prendere le distanze da entrambe le opposte tipologie di fanatismo coinvolte nella spinosa questione, il regista iraniano ha infatti annunciato come il semplice fatto che la sua presenza alla notte degli Oscar potesse essere accompagnato da remore di qualunque natura non lo rende in condizione di recarsi serenamente alla cerimonia e di come, per tanto, la sua scelta di non presenziare all’avvento appaia chiara ed inequivocabile.

Lanciando inoltre un monito alle tipologie umane che da sempre dividono il mondo in opposte fazioni, Farhadi si è detto costernato per la triste normativa che impedisce ai musulmani di recarsi negli States e ancor più per quel perverso corollario che porta l’odio a chiudere un occhio di fronte a quella fama che tutto annulla e tutto addolcisce.

 

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