Salute e Benessere
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Dalla sauna un valido aiuto contro la demenza?

20 dicembre 2016
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Dalla sauna un valido aiuto contro la demenza?

Fatta eccezione per patologie di tipo genetico, buona parte dei disturbi che ci possono colpire nel corso della nostra vita sono originati a partire da un malfunzionamento del nostro complesso sistema venoso e trovano origine in un ridotto afflusso di sangue, tanto in sede centrale, quanto in sede locale, che si traduce in una pessima irrorazione delle aree interessate e in un loro rapido degrado, dovuto proprio alla carenza dei preziosi materiali molecolari trasportati dal sangue.

Se dunque non vi è dubbio alcuno che il ricorso a pratiche di tipo vasodilatatorio riesca a lenire e smorzare i problemi connessi con il ristagno sanguigno, pare che i benefici della sauna, attività che forse più di ogni altra libera i polmoni e dilata le vene, riescano a spingersi ben oltre la soglia del senso di benessere temporaneo, andando addirittura a coinvolgere il rischio di incappare in una qualche forma di demenza o in una patologia di tipo neurodegenerativo.

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Con l’intento di indagare a fondo fino a dove si potessero spingere i benefici della pratica, un gruppo di ricercatori finlandesi facenti capo alla University of Eastern Finland di Kuopio ha infatti cercato di mettere in relazione la possibile insorgenza di demenza e morbo di Alzheimer con la frequenza con cui i partecipanti al test tendevano a fare la sauna, scoprendo che, a parità di fattori di rischio, lo sviluppo in fase conclamata di patologie neurodegenerative risultava sensibilmente inferiore laddove la tendenza a ricorrere alla pratica si faceva più marcata e più frequente.

In sostanza, i medici finlandesi hanno analizzato le condizioni di salute di un campione statistico pari 2314 uomini, già analizzati in precedente studio incentrato sulla salute dell’apparato cardiovascolare, ed incrociando i dati derivanti da parametri squisitamente fisici con quelli provenienti da un apposito questionario incentrato sulle abitudini in materia di sauna.

All’aumentare della frequenza delle saune decresceva, come premesso, il rischio di sviluppare una qualche forma di demenza, fino a toccare punte statistiche pari al 66% laddove i soggetti intervistati dichiaravano di effettuare dalle 4 alle 7 saune settimanali, misura considerata come ottimale per lenire quell’ampio carico di problematiche connesse con la fragile struttura del nostro apparato cardiovascolare.

 

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